Facciamo il punto sulla A23

Salve, dopo alcuni giorni dall’approvazione condizionata da parte della VII Commissione del Senato della bozza di regolamento per il riordino delle classi di concorso, e prima del decreto MIUR sui titoli specifici (di cui parliamo più avanti), proviamo a fare il punto sulla nuova classe A23 (italiano per discenti di lingue straniere-alloglotti): la VII commissione del Senato ha approvato in modo condizionato (cioè con richiesta di modifiche/integrazioni) l’atto n. 220 del Governo sottoposto a parere parlamentare,  cioè lo “Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento per la razionalizzazione ed accorpamento delle classi di concorso a cattedre e a posti di insegnamento”. Il riordino delle classi di concorso comporta la nuova definizione dei requisiti d’accesso alle classi di concorso e ai percorsi abilitanti ad esse, ma anche la creazione di nuove classi di concorso come la A23.

Insieme a ‘Riconoscimento…’ e ILSA avevamo elaborato una tabella di commento ai requisiti della classe di concorso A23 che è stata presentata alla segreteria del sottosegretario Faraone e ad una Senatrice della VII commissione (oltre ad essere inviata alla relatrice e ad altri membri della commissione stessa). Purtroppo la nostra proposta non è stata considerata dalla relatrice del provvedimento come ‘audit’ scritta (richiesta di invio mail che è stata fatta dalla relatrice ad altre associazioni per pareri sul suo testo di relazione). Il nostro contributo quindi non ha modificato il testo dell’allegato ‘A’ del regolamento (la tabella con i requisiti di accesso e abilitazione alla classe di concorso).

L’atto del Governo n. 220 discusso e approvato (in modo condizionato) dalla VII commissione è consultabile e scaricabile a da questa pagina Atto n.220.

Riproduciamo e commentiamo solo la pagina 44 del documento n. 220 (tabella A) che riporta i requisiti relativi alla classe A23 (lo abbiamo scaricato finché era disponibile): tabella A_classA23_p.44_atto n.220 del Governo_su cui è stato richiesto parere parlamentare_

(in basso nella stessa pagina uno stralcio della A24 da non considerare)

l’approccio di fondo per i requisiti ci pare quello della bozza iniziale (pubblicata sul portale Orizzonte Scuola il 3 settembre scorso), i requisiti limitano le lauree che consentono l’accesso ai percorsi abilitanti per la classe di concorso (ad esempio è esclusa la laurea in filosofia che alcuni colleghi hanno). La possibilità di accesso ai percorsi abilitanti è ulteriormente limitata dai crediti formativi vincolanti, per noi poco coerenti con la professionalità specifica (ad esempio i crediti in lingua latina o lettaratura latina).

Questi criteri inoltre consentono l’accesso diretto al bando di classe di concorso ai candidati già abilitati in precedenti classi di concorso (per l’esattezza le classi 43/A, 45/A, 46/A, 50/A, 51/A, 52/A). L’unica novità positiva nella tabella dei requisiti del documento n. 220 è l’introduzione del vincolo dei ‘titoli di specializzazione italiano L2′ per l’accesso alla classe di concorso e ai percorsi abilitanti ad essa (in entrambi i casi i titoli saranno indicati con specifico decreto del MIUR). Sottolineamo a scanso di equivoci che la tabella riportata non è ancora quella definitiva: è un estratto del documento n. 220 sottoposto dal Governo a parere parlamentare. Per la versione definitiva del nuovo regolamento per le classi di concorso e il decreto specifico del MIUR su titoli di specializzazione e percorsi abilitanti dobbiamo aspettare ancora.

L’amarezza – sulla base delle informazioni in nostro possesso fino a oggi – è innegabile e deriva dalla mancanza di ascolto di istanze legittime (far accedere alla classe di concorso personale formato con esperienza specifica).

Volendo però intravedere un dato positivo citiamo l’intervento in commissione della senatrice Petraglia: La senatrice Petraglia (Misto-SEL) chiede chiarimenti alla relatrice in merito alle certificazioni al momento non abilitanti per l’insegnamento della lingua italiana agli stranieri. Ricorda che numerosi insegnanti nel corso degli anni hanno acquisito tali certificazioni e rischiano di trovarsi senza titoli abilitanti dopo una lunga esperienza come docenti. (Legislatura 17ª – 7ª Commissione permanente – Resoconto sommario n. 235 del 25/11/2015 (resoconto e allegati sono a sinistra nella pagina)

In base a questo intervento, accolto dalla relatrice, il testo della relazione di approvazione del provvedimento del governo è cambiata

da così (schema di parere proposto dalla relatrice )

Sicché per la classe di concorso A23:

a.      sia esplicitato con precisione che i docenti saranno utilizzati all’interno del potenziamento;

b.     siano riconosciuti, quali titoli specifici,  percorsi abilitanti autorizzati con Decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’università e della ricerca;

c.      siano previsti quali titoli di accesso tutti quelli già contemplati per le classi di concorso A12 e A22”

a così (parere approvato dalla commissione sull’atto del governo n. 220)

Sicché per la classe di concorso A23:

a.      sia esplicitato con precisione che i docenti saranno utilizzati all’interno del potenziamento;

b.     siano riconosciuti, quali titoli specifici,  percorsi abilitanti autorizzati con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca;

c.      siano previsti quali titoli di accesso tutti quelli già contemplati per le classi di concorso A12 e A22

[…] d)     appare necessario, relativamente alla classe A23, considerare la validità delle certificazioni per la didattica Ditals Cedis e Dils rilasciate dalle università italiane; “

Il problema sociale che resta è l’esclusione ad oggi degli esperti esterni che da anni svolgono laboratori di italiano L2 all’interno dell’orario scolastico (chi scrive ha iniziato a svolgerli 15 anni fa), a favore di insegnanti di altre classi di concorso.

Lungi da noi promuovere l’ennesima diatriba tra precari, ma se neanche con il decreto del MIUR i titoli di specializzazione italiano L2 (lauree, certificazioni, master ecc.) saranno abilitanti ai percorsi formativi o direttamente alla classe di concorso A-23 (la norma transitoria che chiedevamo insieme alle altre due realtà del settore), dobbiamo concludere che il Governo e il Parlamento hanno scelto di non cambiare la mentalità diffusa in Italia che vede la didattica dell’italiano L2 soltanto come una replica di quella dell’italiano L1 con qualche adattamento (in questo caso rappresentato dal vincolo dei titoli specifici da definire con specifico decreto MIUR).

Dispiace che si sia persa un’occasione di stabilizzare esperienze territoriali e personali ricche. E’ poi opinione diffusa tra i colleghi che sia stata usata la classe A23 come cassa di compensazione per altre professionalità insegnanti non assorbite nella loro materia. Speriamo sinceramente di avere torto e che i titolidi specializzazione italiano L2 divengano abilitanti, rimaniamo perciò a disposizione delle istituzioni competenti per correggere eventuali interpretazioni errate contenute in questo articolo; ma se il decreto non conterrà norme transitorie che abilitino a partecipare chi svolge la professione da tempo con titoli universitari specifici (anche se non ha esami di latino) da parte nostra sarà ancora perseguito il tentativo di riequilibrare questa decisione, saluti, Maurizio Sarcoli – presidente ass. APIDIS

email: presidente@apidis.it

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