Partecipazione di Apidis al secondo convegno diplomati Master Itals “L’Italiano a stranieri oggi. Dire. Fare. Insegnare”

Lunedì 29 agosto Apidis era presente a Venezia con le socie Alessandra Gabelli e Maria Grazia Menegaldo che hanno partecipato al convegno “L’italiano a stranieri oggi. Dire. Fare. Insegnare”, organizzato a Venezia dal Post Master Itals. Alla prima giornata del convegno è intervenuta come relatrice la dott.ssa Diana Saccardo, dirigente tecnico del Miur, e a lei le socie hanno rivolto e anche consegnato le domande che trovate in calce al testo.

Il suo intervento dal titolo “La legge 107 e l’insegnamento dell’italiano a stranieri” ha analizzato la legge di riforma nella scuola in generale, le future modalità di formazione dei docenti, ha approfondito alcuni aspetti dell’insegnamento dell’italiano a stranieri e ha anche precisato alcune questioni relative alla nuova classe di concorso A023. La dott.ssa Saccardo ha detto che la A023 è nata con lo scopo di intervenire per ridurre il tasso di dispersione scolastica che riguarda con percentuali significative gli alunni di origine straniera e quindi è necessario ridurre il gap rispetto alla conoscenza della lingua di scolarizzazione e della lingua dello studio. Ha evidenziato come tra gli obiettivi formativi prioritari individuati dalla legge 107 quattro rimandino direttamente o indirettamente all’insegnamento dell’italiano lingua seconda e alle tematiche legate agli alunni di origine straniera (il riferimento è agli obiettivi prioritari individuati nel comma 7 sull’offerta formativa tramite l’organico dell’autonomia):

obiettivo a) Valorizzazione e potenziamento delle competenze linguistiche, con particolare riferimento all’italiano nonché alla lingua inglese e ad altre lingua dell’Unione europa, anche mediante l’utilizzo della metodologia Content language integrated learning,

obiettivo d) sviluppo delle competenze in materia di cittadinanza attiva e democratica attraverso la valorizzazione dell’educazione interculturale e alla pace, il rispetto delle differenze tra le culture, il sostegno dell’assunzione di responsabilità nonché della solidarietà e della cura dei beni comuni e della consapevolezza dei diritti e dei doveri;

obiettivo l) prevenzione e contrasto della dispersione scolastica, di ogni forma di discriminazione e del bullismo, anche informatico; potenziamento dell’inclusione scolastica e del diritto allo studio degli alunni con bisogni educativi speciali attraverso percorsi individualizzati e personalizzati…

obiettivo r) alfabetizzazione e perfezionamento dell’italiano come lingua seconda attraverso corsi e laboratori per studenti di cittadinanza o di lingua non italiana, da organizzare anche in collaborazione con gli enti locali e il terzo settore, con l’apporto delle comunità di origine, delle famiglie e dei mediatori culturali.”

La dott.ssa Saccardo ha precisato che le scuole in virtù dell’ autonomia pianificano le proprie attività didattiche attraverso progetti che devono essere inseriti nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF) e nel Piano dell’Offerta Formativa (POF). Questo vale anche per i progetti di insegnamento dell’italiano L2: se la scuola non li progetta e non li inserisce in questi due documenti non può poi attuarli perché li ha esclusi da quelle che sono le attività caratterizzanti e perché di conseguenza non riceve in organico personale a sufficienza, da dedicare anche all’insegnamento dell’italiano L2. In sintesi, la Dirigente Tecnica ha sottolineato che la L.107 rimanda alle singole scuole la “responsabilità” della gestione dell’insegnamento dell’italiano a stranieri e, in un certo qual modo, quella della gestione del personale dedicato e quindi dei docenti della classe A023.

A conclusione del suo intervento le socie le hanno rivolto le seguenti domande:

1) Dato che l’insegnamento dell’italiano L2 è stato normato in maniera stringente per quello che riguarda la scuola, come pensate di regolamentare la qualità e la professionalità degli operatori coinvolti nei settori ad essa esterni come il terzo settore e gli enti locali e anche gli Istituti di cultura all’estero per quanto riguarda l’italiano LS, evitando il dilettantismo di tanto volontariato e valorizzando invece le professionalità esistenti?

La dott.ssa Saccardo ha risposto che in merito a questa questione non le risulta ci sia al momento nessun progetto.

2) Dato che molti insegnanti specializzati attraverso master e certificazioni (Cfr DM92) sono stati esclusi dal concorso per mancanza di abilitazione o CFU congruenti con la tabella dei requisiti (es in Toscana e Friuli), come saranno coperti i posti di italiano L2 che rimarranno vuoti nell’anno scolastico 2016-2017 e nei successivi? Verrà utilizzato personale specializzato secondo quanto previsto dall’art. 1 del DM 92 o verranno impiegati docenti senza titoli di specializzazione dell’organico dell’autonomia come è accaduto nel precedente anno scolastico?

La Dirigente ha risposto che non è in grado al momento di dire come verranno coperti i posti rimasti vacanti.

3) Apidis ritiene che l’esperienza, sempre coniugata alla formazione specifica, sia un requisito importante della figura del docente di italiano l2. Molti insegnati hanno maturato un importante bagaglio di esperienza in questi vent’anni in cui il settore non era normato e ci sembra che sarebbe stato opportuno e importante valorizzarla ad esempio come riconoscimento di un determinato numero di CFU tra quelli previsti nella tabella dei titoli di accesso alla classe di concorso. A questo punto come potrebbe essere recuperata questa esperienza e non vanificata?

La Dirigente ha convenuto che l’esperienza è importante e che sarebbe opportuno che non andasse persa.

4) Nel TFA che verrà bandito per abilitare alla classe di concorso A23 si potranno iscrivere docenti in debito di CFU (es. latino)? E si potranno poi conseguire i CFU mancanti durante la frequenza dello stesso TFA?

Quest’ultima domanda non è stata posta in quanto precedentemente la Saccardo aveva detto che al momento non si sa se verrà attivato il terzo ciclo del TFA.

Infine riportiamo anche quanto risposto dalla Saccardo ad alcune domande del pubblico: in relazione ai compiti e a come sarà organizzato il lavoro dei docenti della classe A023, ha riferito che saranno i nuovi docenti a definire, anche grazie alle loro esperienze nel settore, le modalità del loro lavoro. Infine non è stata in grado di dire se i docenti assunti nella classe A023 andranno a lavorare nei CPIA, anche su questo al momento non c’è chiarezza.

 

 

 

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